Le nostre Storie

 

 

Biblioteco - "perunalira@virgilio.it"

  

Amici di miodesopsie.it, sono felice di condividere con voi la mia storia su questo argomento. Ho 30 anni. Ho cominciato a soffrire di corpi mobili a 21 anni. Nel giro di pochi mesi cominciò l’ingresso progressivo nel mio occhio destro di questi “ospiti”; la situazione poi si stabilizzò, ma la mia vita era molto cambiata: ero uno studente ed improvvisamente mi toccava leggere attraverso questi cosi.

>>.... Da notare che non sono molto miope: un grado e mezzo a destra (con altrettanto astigmatismo). A sinistra invece ho appena mezzo grado: forse è per questo che i corpi mobili sono arrivati lì solo ultimamente e in numero molto minore.

Inutile dire che gli oculisti che ho consultato mi hanno dato risposte terapeutiche e psicologiche che già conoscete: non c’è nulla da fare, facci l’abitudine, al limite prova il Vitreosan per rallentare l’ulteriore invecchiamento del vitreo (non ne ho tratto alcun giovamento, i corpi mobili , anche se lentamente, stanno aumentando). Che dire, all’inizio ero terrorizzato: sicuramente questa situazione ha influito sul rallentamento dei miei studi, che nel ’97 si bloccarono del tutto.

All’epoca, però, ero vittima di fobie irrazionali: solo oggi mi rendo conto che quelle paure apparentemente assurde erano le emozioni collegate all’handicap. Era questa la cosa che veramente non potevo accettare, che mi spaventava.

Ragazzi, avere un handicap è una brutta cosa: è brutto avere una menomazione; non dovete, però, mai pensare di valere di meno, e che la vostra persona meriti meno stima. L’handicap, se lo si vuole combattere, va innanzitutto accettato: è per questo che le miodesopsie non devono essere considerate una patologia “assurda”: se la definisco tale, non la sto ancora vivendo come un evento della realtà che può capitare, sto ancora cercando la bacchetta magica che la faccia sparire così come è arrivata; è più utile, invece, cercare con calma una possibile terapia, pensando che la vita continua. Nel mio caso, oggi faccio meno caso ai “cosi” davanti agli occhi. E mi sono anche laureato.  

Vi assicuro che, specie quando sono rilassato, non li metto più a fuoco per cui mi danno meno fastidio. Certo, il problema meriterebbe un maggiore interesse da parte della scienza, e trovo opportuna l’idea dell’associazione, di cui volentieri farei la tessera; un gruppo di auto-mutuo-aiuto su questo problema può aiutare molto chi ne viene colpito. Tra l’altro, dovendo presentare domanda di invalidità civile per la patologia genetica di cui vi dicevo, ho anche parlato al medico giudicante del problema vitreo: uno non lo ha preso in considerazione, l’altro invece si è interessato e mi ha chiesto un certificato oculistico; questo è stato il giusto riconoscimento di un certo potere invalidante delle miodesopsie. Ciao a tutti!

Miodesopsie.it